Parassiti

 

I parassiti si dividono fondamentalmente in DUE categorie:

- Ectoparassiti (che vivono all'esterno dell'ospite)

- Endoparassiti (che vivono all'interno dell'ospite)

Gli ECTOPARASSITI sono gli acari, resposabile della quasi totalità delle parassitosi esterne degli uccelli da gabbia. A seconda del luogo in cui aggrediscono l'animale possiamo distinguere diversi tipi di acaro, responsabili di diversi danni.

- L'Acaro rosso è ematofago, cioè si nutre di sangue; si annida dappertutto (crepe del muro, mangiatoie, posatoi, nidi etc) e colpisce di notte. La sua azione è fortemente debilitante, in quanto a lungo andare rende gli animali anemici fino a provocarne, nei casi più gravi addirittura il decesso. Per i nidiacei un ambiente infestato dall'acaro rosso equivale spesso a una condanna a morte. Uno dei classici segnali della loro presenza è che i pulli neonati iniziano a sembrare "pallidi" anche l'interno del becco non è più rosso, ma tende al rosa ed in generale il loro aspetto appare sofferente. Basterà sollevare il nido e ispezionarne il fondo per trovare una colonia di acari rossi. Va tenuto presente che l'acaro rosso è molto pericoloso, oltre che per la sua azione meccanica, anche perchè , succhiando il sangue da soggetti diversi, diventa vettore di varie malattie . Per contrastarlo bisogna lavorare molto sulla PREVENZIONE. Il sottoscritto da molti anni usa il Filpronil (Frontline) sia in pipette che sotto forma di spray. Le pipette le uso per applicare una goccia dietro al collo dei soggetti, lo spray per spruzzare la parte inferiore dei nidi (operazione che andrebbe fatta a inizio incubazione). Con questa semplice procedura ho risolto il problema degli acari in allevamento. Importante trattare tutti i soggetti prima di immetterli nel nostro locale e ripetere l'operazione ogni 2-3 mesi.

- L'Acaro delle penne questo parassita è meno "aggressivo", ma non meno insidioso di quello rosso. Si nutre della cheratina, la sostanz di cui sono composte le penne, che per effetto dell'azione di questi acari iniziano ad apparire come "sfrangiate" e se estirpate tendono a spezzarsi in fase di ricrescita. A lungo andare gli uccelli colpiti tendono a deplumarsi in diverse aree e nei casi più gravi presentano anche penne di ali e coda spezzate e rovinate. I nidiacei parassitati da questi acari, al momento dell involo cadono sul fondo della gabbia, dato che le loro penne si spezzano al minimo urto e spesso in conseguenza di ciò stentano a sopravvivere. Unico rimedio è l'impiego di medicamenti e/o lozioni a base di PIRETRO applicati direttamente sulle zone colpite. Spesso questi parassiti sono trasmessi da uccelli selvatici (in genere passeri), perciò è buona norma impedirne l'accesso ai nostri allevamenti.  Una variante di questi acari appartenenti al genere cnemidocoptes scava gallerie all interno del becco e sotto le scaglie delle zampe, determinando la cosiddetta "scabbia della rogna e del becco". In questi casi il becco può rimanere seriamente danneggiato, compromettendo la possibilità di alimentarsi dei soggetti colpiti. Le zampe si presentano molto squamose e con diverse escrescenze. La cura consiste in applicazioni di prodotti come l'Anacar lozione per le zampe e paraffina liquida per il becco.

- L'Acaro della trachea, invece, vive nelle vie respiratorie degli uccelli, dove determina appunto la cosiddetta "acariasi respiratoria". Gli animali colpiti presentano un respiro rantolante, intervallato da colpi di tosse ripetuti, che si fanno più frequenti durante la notte. In realtà non è estremamente frequente, ma tende a colpire uccelli tenuti in locali affollati e poco areati. Data la similitudine dei sintomi, non di rado soggetti colpiti da bronchite vengono scambiati per vittime di questo acaro. Una delle cure più usate è L'Ivomec (ivermectina) una goccia nel becco. Personalmente ho avuto buoni risultati con "aereosol" a base di piretro.

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Gennaro Chianese gennarochianese@libero.it