Le balie

03.03.2013 21:01


Come tutti sanno il cardellino non è di facilissima gestione in allevamento, specie nella fase di rproduzione, per cui non di rado si tende a ricorre alle balie.
Premetto che, se si lavora con animali provenienti da allevamenti seri, ben allevati, in salute e soprattutto provenienti da ceppi stabili, questa pratica dovrebbe essere più l’eccezione che la regola, ma è anche vero che in alcuni casi particolari (come la selezione di una nuova mutazione), può servire a produrre un maggior numero di soggetti per coppia.
Va detto, ovviamente, che gli uccelli cresciuti a balia andrebbero distinti in due categorie principali:
- Quelli baliati fin dalla schiusa.
- Quelli “girati” alle balie verso gli 8 - 10 giorni di vita  allo scopo di accellerare il ciclo di una coppia pregiata.

I primi necessitano di maggiori attenzioni poiché non avendo potuto beneficiare degli anticorpi specie-specifici forniti dalla madre, se non adeguatamente seguiti, rischiano di diventare animali fragili e poco adatti alla riproduzione una volta cresciuti. Questi animali dovranno ricevere un’accurata integrazione vitaminica e minerale, oltre a beneficiare di particolare prevenzione sotto il profilo igienico-sanitario per tutto il primo anno di vita. In particolar modo bisognerà difenderli dalle coccidiosi che, per questi soggetti in particolare possono rivelarsi davvero pericolose.
I secondi, viceversa, sono abbastanza simili a quelli allevati dai genitori e il loro sviluppo sarà più armonico e corretto.

QUALI BALIE USARE?

Quando si pensa alle balie, in genere si tende a parlare di canarine; esaminiamone insieme vantaggi e svantaggi:
PRO:
- Sono facilmente reperibili a un costo contenuto.
- Non pongono particolari problemi di gestione.
- Necessitano di poco spazio per nidificare e allevare la prole.
- Solitamente accettano senza difficoltà uova e nidiacei di specie diverse.
- Se provenienti da buoni ceppi, allevano numerose covate ogni stagione, portandole a buon fine.
CONTRO:
- Come già detto non hanno gli stessi anticorpi dei cardellini e quindi non possono trasmetterli loro.
- Spesso sono portatrici ( e quindi trasmettono) alcune patologie di tipo enterico o virale alla prole, per cui vanno periodicamente trattate prima di impiegarle come balie.
- Il loro sistema di imbecco è più “grossolano” e quindi non adattissimo ai cardellini neonati.
- Vengono in amore con molto anticipo rispetto ai cardellini e quindi spesso vanno in muta proprio quando se ne ha più bisogno.
- Tendono a nidificare nuovamente quando i piccoli di cardellino non sono ancora del tutto autonomi. Quindi se non sono in coppia col maschio possono creare problemi.

Potremmo quindi affermare che, a patto di impiegare animali di provenienza sicura, fare i dovuti trattamenti pre cove per evitare patologie, abituarle per tempo all’alimentazione dei cardellini (insetti, pastoncini arricchiti etc.), le canarine possono essere considerate come balie di qualità sufficiente.
Se vogliamo ottenere i risultati migliori, dobbiamo impiegare delle femminepiù adatte allo scopo da un punto di vista genetico, ecco alcuni esempi:

SPINUS: le lucherine e le cardinaline del venezuela danno buoni risultati, perché esiste una maggiore affinità tra loro ed i cardellini, sono entrambe abbastanza commerciali e dedite all’allevamento della prole, vanno in estro nello stesso periodo dei cardellini, anche se le cardinaline di alcuni ceppi tendono ancora ad alzarsi troppo presto la notte dai nidiacei e quindi possono creare qualche problema. Una coppia ben affiatata di lucherini o cardinalini può rappresentare un vero toccasana per dei nidiacei di cardellino in difficoltà.

FRIGILLIDI: Rappresentano certamente il “Top”. I verdoni e i carpodachi messicani, in particolare sono davvero eccezionali. Allevano anche 6 piccoli per covata e hanno praticamente gli stessi anticorpi dei cardellini, quindi anche usandoli fin dai primi giorni non si hanno problemi. Si trovano a un prezzo accettabile e sono abbastanza reperibili in commercio. Oggigiorno esistono ceppi molto buoni e prolifici che danno risultati davvero soddisfacenti. Unico "neo" non sono uccelli facilissimi da gestire e specie i maschi tendono a creare parecchi problemi a causa della loro estrema focosità.

IBRIDI: Ovviamente anche le femmine ibride delle specie menzionate (incardellate, verdone x canarino, carpodaco x canarino, etc.) sono sicuramente meglio delle canarine, in quanto più affini ai cardellini.

CONCLUSIONI

Premesso che il parere dello scrivente è di fare delle balie il minor uso possibile, esse possono costituire una valida alternativa alla perdita di uova e nidiacei, oltre che un modo per aumentare il numero di soggetti prodotti da una o più coppie di interesse particolare.
Le balie vanno acquistate, acclimatate e abituate agli alimenti che usiamo in allevamento a tempo debito e cioè molto prima della stagione cove.
Con loro si deve attuare la medesima profilassi che si usa coi cardellini, onde evitare che diventino un ricettacolo di germi.
La specie cui appartengono incide moltissimo sulla riuscita dei soggetti che alleveranno e quindi va ponderata con attenzione.
Ma soprattutto, scusate se mi ripeto, bisogna imparare a farne uso solo in caso di reale necessità, anche perché pochi spettacoli sono più belli da vedere di una cardellina che imbecca dei novelli belli e pieni di salute. E se userete il sitema giusto, le dovute attenzioni e soprattutto una buona dose di pazienza, non esiste motivo di non poterlo vedere nel Vs allevamento…

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Gennaro Chianese gennarochianese@libero.it